Il Narcisismo – anatomia di una psicopatologia

Nella mia vita e carriera in campo artistico, mi sono trovata più volte ad avere a che fare con persone che inizialmente sembravano poter dare un valore aggiunto al mio lavoro e a me stessa come persona, ma in realtà hanno poi rivelato un lato oscuro. Me ne sono capitate davvero diverse, in genere sono state le persone più colte e affascinanti o comunque dalla forte personalità, che abbia mai conosciuto (uomini e donne) e questo è sicuramente l’aspetto più inquietante! Si, perchè quando si hanno tanti interessi, si è inevitabilmente attratti da persone che siano stimolanti, da cui magari imparare cose nuove, fuori dal comune, forti personalità, ma l’equazione “genio e follia” ahimè si ripete spessissimo. Che siano stati colleghi, maestri o presunti partner, la dominante comportamentale comune è sempre la stessa e viene egregiamente descritta negli articoli sotto citati, inoltre quelle che sono capitate a me hanno tutte a che fare con il campo della liuteria (sarà un caso?).
Al di la di quelle che possono essere le fragilità personali che ci portano ad essere in qualche modo prede di queste personalità fortissime e manipolatrici, vorrei pubblicare questo post primo perchè lo trovo terapeutico per me, poi perchè mi auguro che chi si riconosca in questi meccanismi, possa magari acquisire delle consapevolezze e prendere le giuste distanze (anche solo come strategie comportamentali) per non lasciarsi sopraffare.

Vorrei dunque affrontare oggi il tema del NARCISISMO PATOLOGICO .

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Fonte: quipsicologia.it

Nella vita vera, perversione narcisistica e narcisismo maligno li troviamo, ad esempio, nelle relazioni di coppia in cui un partner eccessivamente amato e con un’autostima che, al di là delle apparenze, è un colabrodo si adopera (a volte senza averne consapevolezza) per far sentire l’altro un inetto, lo manipola tanto da spingerlo a tagliare i ponti con gli amici, isolarlo e renderlo un suo schiavo.

Un partner narcisista trova sempre motivi per aggredire l’altra persona, per criticarla e farla sentire sempre più insicura e al tempo stesso fortunata, perché ha lui accanto. Pian piano questa persona diventa dipendente dal partner narcisista e incapace di fare qualcosa da sola o senza il parere di lui.

Il partner narcisista è un mago della colpevolizzazione: è sempre pronto a dire che la colpa è dell’altra persona, mai che la colpa è di entrambi o tutta sua. I meriti sì, quelli sono esclusivamente suoi.

Infedele e bugiardo, il partner narcisista ha costantemente bisogno di prede con cui nutrire la sua autostima e da abbandonare dopo che ha succhiato loro ogni energia. L’interesse per gli altri è solo strumentale e di come stiano o cosa vogliano non gli importa nulla: non se lo chiede neanche. E non dà niente o dà molto meno di quello che prende da partner e amanti.

Certo, all’inizio sembra tutto splendido. Il partner narcisista riesce a costruire l’illusione di un mondo incantato in cui tutto è possibile, per lui e per chi è al suo fianco. Sembra spesso una storia d’amore da romanzo, in cui l’altra persona si sente la prescelta dal principe o dalla principessa e anche agli occhi del narcisista questa persona ha qualità uniche. A questa idealizzazione segue però la drammatica svalutazione che si esprime nelle critiche di cui dicevo prima.

A questo punto possiamo chiederci se un narcisista può innamorarsi. Direi che è abbastanza raro che un narcisista (uomo o donna che sia) si innamori ed è ancora più raro che, sceso da quell’otto volante che è la fase di innamoramento, sia capace di amare qualcuno. Per amare bisogna essere in grado di riconoscere che l’altra persona non è un nostro prolungamento, ma ha una sua identità e suoi desideri, ha pregi e difetti, e bisogna essere capaci di rispetto e cure: capacità che chi è narcisista fa fatica ad avere.

Al di là degli splendidi fuochi iniziali, è raro che la persona che sta a fianco di un partner narcisista si senta amata, capita, supportata: un partner narcisista userà la persona con cui sta per dar forza a se stesso. E se questa persona pensa che, se riuscisse a capire come prenderlo o di cosa ha bisogno, lui cambierebbe, beh, questa persona si sbaglia. Un partner narcisista, come del resto tutti noi, cambia solo se avverte che nella sua vita qualcosa non va,solo se sente lui stesso la necessità di cambiare. *

* Nella mia esperienza personale, posso dire che questa dinamica si applica anche a rapporti di pseudo amicizia e/o collaborazione.

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FONTE: psicologi-italia.it

Il narcisismo è una condizione di disagio in cui non è integrata la capacità d’amare, in quanto non c’è oggetto d’amore altro da sé. Ma più che amore è preoccupazione costante per sé stesso, carica di ansia e angoscia per ciò che egli giudica importante, che sia la salute, che siano gli amici, che sia la sua casa, o il lavoro, ma tutto è in funzione di sé stesso, della paura di perdere le sue ferree certezze.
I narcisisti che vanno di fiore in fiore e che sembrano dei grandi amatori, in realtà, prima di tutto, strumentalizzano gli altri; inoltre il piacere che provano è effimero, in quanto non è legato ai sentimenti e ai valori, quindi devono andare a cercare un altro trofeo per dimostrare a sé stessi di essere degli ottimi amanti. In tutto ciò i sentimenti sono sulla soglia dell’anestetizzazione. La persona sostanzialmente matura ha la capacità di innamorarsi e di amare e può sviluppare un attaccamento appassionato in un rapporto di coppia stabile, il narcisista no.
Se è in coppia tende a controllare e a strumentalizzare il partner, spesso vive storie parallele.

Il narcisista è in genere una persona pronta a mentire spudoratamente, a ingannare senza pietà, nella totale noncuranza di cosa potrebbe provare l’altro. Non ha progetti relazionali, ma piuttosto tende ad ammaliare con chiacchiere sapientemente dosate. Tende a vedere il male in molte situazioni, nel senso che avverte il rischio di una minaccia anche dove non dovrebbe esserci e per questo vive una vita inautentica. Il narcisista inoltre mette in atto una serie di condizionamenti che paralizzano la partner, mettendola in uno stato di incertezza e tenendola in suo potere, anche attraverso il sottile uso della gelosia.
Il dramma è che la partner è una invisibile/insicura verrà schiacciata senza neanche accorgersene. È di fatto un tipo fascinoso e ammaliatore, che conosce benissimo i punti deboli e i gusti della persona con cui ha a che fare per poterla conquistare alla velocità della luce. Tutte queste strategie sono giustificate dal fatto che teme di dare tropo potere al partner e quindi deve marcare dei limiti ben precisi entro cui possa sentirsi sicuro.

Il narcisismo nasce in genere come meccanismo di difesa da certe ferite infantili di vario genere, soprattutto nel rapporto con la madre. Di fatto si tratta di persone molto fragili e insicure, paurose e timorose dietro la loro finta corazza da seduttori e impeccabili amatori. Sono persone distaccate dalla loro interiorità proprio per questo: perché vedere queste ferite e fragilità allo specchio li farebbe sprofondare nell’angoscia della necessità di cambiare assolutamente prospettiva e rivoluzionare la loro vita. La persona con questa struttura di personalità è marchiata in maniera onnipotente e irrealistica al controllo e al potere, in nome del quale si dissocia dai propri sentimenti di fragilità e dai bisogni più profondi del proprio essere, vissuti spesso come minaccia per le proprie capacità di attenta e oculata gestione delle situazioni. Di fatto giocano a scacchi con la vita, hanno ricacciato nel profondo di loro stessi la parte più autentica e viva, quella del sentimento e dell’affettività vera.

È complicato stargli vicino sul piano umano, perché è difficilissimo comprenderlo ed entrarvi profondamente in contatto in quanto il narcisista incarna un falso sé grandioso e illusorio ed è lontano egli stesso dalla conoscenza della sua vera natura, così come dalla consapevolezza dei propri reali bisogni.

L’io del narcisista è sostanzialmente rigido e non ha quella capacità di abbandonarsi al rapporto di coppia tipica dell’innamorato, spesso ne vede principalmente il lato costrittivo, come una gabbia. Pur desiderando da un lato un rapporto coinvolgente dall’altra parte è distaccato è diviso. I partner sono semplici oggetti, strumenti di rassicurazione momentanea. Ha un bisogno ansioso di rassicurazione, vuole essere confermato nel suo fascino. La personalità narcisista è bloccata a livello infantile e come il bambino scalcia per ottenere attenzioni e si arrabbia se gli vengono tolte, così il narcisista scalcia e si irrita se gli si toccano le sue certezze, di qualunque natura esse siano, perché se esse cadono lo lasciano nella paura. Egli cerca nei suoi partner la rassicurazione di essere degno di amore. Una certa dose di narcisismo è presente in tutti. Ma la persona matura non possiede un interesse narcisistico così esclusivo da impedirsi di amare e di investire stabilmente su un partner senza paura.

Il narcisista è rigido mentre la persona che ha un adeguato amore di sé è flessibile. Deve avere spesso l’ultima parola sulle cose e purtroppo per quieto vivere è bene lasciargliela. E ci vuole molta attenzione e saldezza di carattere per non farsi manipolare dai loro strategici giochi, visto che è facilissimo scivolare nel senso di colpa per aver sbagliato qualcosa con loro. Quindi è bene non sviluppare mai relazioni di dipendenza con loro, mai avere uno spasmodico bisogno di loro, perché sono persone che non cambiano per amore, anche perché l’amore di per sé non fa miracoli se non si è disposti a farsi toccare da esso e da ciò che esso comporta: e di certo il narcisista non lo vuole. Insomma ahimè sono individui che non hanno una reale percezione di sé stessi e vengono considerati delle sanguisughe psicoemotive che prendono ciò di cui necessitano, lasciando il compagno privo di energie.

Succhiano il buono che gli viene dato ma non ne metabolizzano il valore perché ciò implicherebbe scendere troppo nel profondo di sé stessi, cosa che il narcisista teme. Sanno accattivare una gran quantità di partner perché sono abili seduttori che conoscono bene i gusti su cui far leva. Inoltre amano apparire tenebrosi e misteriosi e per questo tendono a mantenere molto riserbo sulla loro vita privata, sia come difesa, sia perché spesso hanno davvero molte cose da nascondere. La dura realtà è che tutto ciò che fa ha solo delle mire egoistiche, ossia serve a costruire l’immagine di sé che lui vuole vedere nello specchio e così inganna il partner che si fida delle sue parole e di quello che spesso vaneggia a chiacchiere.

Dietro la loro corazza da spacconi che si sparano pose c’è però un nucleo molto fragile e bisognoso di affetto: difatti egli vuole essere rassicurato nella sua capacità di amare. Questo nucleo affettivo esiste di fatto, perché lo abbiamo tutti dentro, semplicemente dobbiamo riconoscerlo. La profonda affettività del partner potrebbe essere capace di far vibrare queste corde recondite, è che spesso non succede perché il partner si stufa del trattamento e del comportamento che il narcisista assume. Quindi è necessario un amore devoto e paziente, discreto e attento, la saldezza di un carattere che non si mostri scosso dagli atteggiamenti a volte altamente scostanti del narcisista. Bisogna essere capaci di quei gesti di profonda affettività che potrebbero entrare in risonanza con il nucleo profondo, ma senza aspettarsi che questo accada necessariamente e senza rimanere feriti, delusi o schiacciati se non avviene. Quindi bisogna avere un occhio fisso su di sé per non perdersi in una relazione difficile e l’altro occhio fisso su tutto ciò che di buono, anche se poco, questa persona è in grado di darci e su quel che di buono può avere, nella sua capacità di essere felice per un gesto di affetto vero che possiamo dargli.

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Vorrei concludere dicendo che comunque al di la di tutto, queste persone sono anche quelle che più mi hanno insegnato e lasciato un bagaglio di esperienze e “know how”. Se si riesce a superare il dolore emotivo fortissimo che queste relazioni procurano e ci si guarda indietro, si può trovare comunque qualcosa di buono. Basta non lasciarsi trascinare.

Seminario divulgativo Accedemia Federiciana – Andria

Quest’anno continua ad essere ricco di incontri divulgativi sulla liuteria e sono lieta di prendervi parte, sopratutto quando si tratta di bambini e ragazzi. Questa volta la convocazione è arrivata dalla carissima Daniela Bruno, insegnante di violino presso la magnifica e fiorente struttura presente ad Andria da diversi anni ovvero l’Accademia Federiciana diretta da Agnese Paola Festta che mi ha chiesto di elaborare degli incontri con giovani studenti, da molto piccolo (fascia 8-11 anni), a più grandicelli (fascia 12-16 anni) ed è stata un’esperienza davvero molto molto arricchente.
Trovare dei ragazzi così attenti, entusiasti, curiosi e vogliosi di imparare la musica, non è cosa di tutti i giorni.
Massima stima a chi dedica la propria vita all’insegnamento e alla diffusione del “verbo” musicale e artistico in generale, visto il declino che questo campo sta avendo nel nostro paese. I bambini dovrebbero tutti approcciarsi alla musica, secondo il mio punto di vista. Dunque massima collaborazione da parte mia.

 

Seminario LIUTERIA E TECNOLOGIA

Con grandissimo piacere sono stata contattata dal maestro MARIANO PATERNOSTER, promotore e sostenitore del Il Festival Internazionale delle Arti “RUI AL SUD”, per organizzare un seminario di liuteria sul tema delle nuove tecnologie all’interno delle iniziative del Festival. L’invito è stato da me subito accolto con grandissimo entusiasmo in quanto mi ha dato la possibilità di invitare come relatore, un Guru del settore, l’Ing. GIONATA ROSSI, esperto di elettronica applicata alla musica e alla liuteria, con cui peraltro abbiamo avviato una collaborazione.

E’ nato così il progetto del seminario: LIUTERIA E TECNOLOGIA: NUOVE TECNICHE COSTRUTTIVE NELL’ERA DELL’ELETTRONICA.
Un seminario che riproporremo sicuramente anche in altri contesti.

L’evento si terrà Giovedì 17 dicembre 2015 presso Ateneo di Bari – Sala Degli Specchi, ore 10:30.

SI parlerà di utilizzo di software, macchine a controllo numerico (CNC), e tutto ciò che concerne le moderne tecnologie pur restando nell’ambito della produzione artigianale e d’autore per quanto concerne la liuteria.
GIONATA ROSSI, laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano, con una tesi “Amplificatori Valvolari nella Musica Moderna” e specializzatosi in America presso la Factory di strumenti musicali (Casvin Amps), si occupa da circa 25 anni di liuteria elettro-acustica (cotruzione, riparazione e set-up chitarre classiche, acustiche, elettriche) e di elettronica applicata alla musica, costruzione e riparazione di amplificatori, costruzione di macchine meccaniche/elettro-meccaniche impiegate nella liuteria. Ha all’attivo anche una intensa attività didattico-divulgativa, ha tenuto infatti numerosi seminari e incontri sul tema dell’elettronica applicata alla musica.

Ecco alcune foto dell’evento. A breve un montaggio video.

I Mercoledì di NOI CHE L’ARTE – incontro a tema

Con grande piacere sono stata invitata da Massimo DIodati – presidente dell’Associazione “Noi che l’Arte” , a tenere un incontro a tema sulla liuteria che ho intitolato “Come Nasce un Violino”.
L’incontro si è tenuto ieri 9 dicembre 2015 nel bellissimo studio di scultura di Anna Maria Di Terlizzi ed è stato accompagnato dalle note del Maestro Leo Gadaleta che ha eseguito dei pezzi al violino.

Intervista TELEBARI

Con grandissimo onore accolgo la giornalista ISABELLA CEDRO curatrice della Rubrica “Arte e Cultura” che mi ha realizzato questa splendida intervista.

Di seguito il servizio tratto dal TG BARI edizione serale del 16 ottobre 2015. Tutte le edizioni sono visibili sul sito di Telebari.

Isabella Cedro

CELLO E VIOLINO DECORATI – copie da francesi dell’800

Uno degli ultimi progetti creativi nati nella Bottega del Suono da un’dea e in collaborazione con l’amica e collega Augusta Di Leonardo, è stata la realizzazione di un violino e violoncello decorati, copia filologica di strumenti costruiti da Pierre Charles Jacquot nel 1888, che ricalcavano lo stile di Jean – Baptiste Vuillaume .
Il cello riporta lo stemma della città di Nancy, il violino invece lo stemma del Principe Carman de Chimay.
Qui di seguito brevi cenni sulla storia di questi due strumenti.

TRADIZIONE FRANCESE DEGLI STRUMENTI DECORATI
(tratto dal blog di  “Tarisio”)

Il fascino della liuteria francese per gli strumenti decorati si sviluppa nel 1560 quando da Cremona furono importate  le prime opere di Andrea Amati per il re Carlo IX . La tradizione continuò fino al regno di Enrico IV e i primi violoncelli francesi decorati a noi noti riportano motivi di Luigi XIV, il Re Sole. Vi sono tracce di questa tradizione di decorare gli strumenti nel XVIII secolo, poi recuperata dopo la rivoluzione francese.
Nicolas Lupot contibuì sicuramente a ristabilire l’inizio di una tradizione ottocentesca a partire dagli anni 1810-20. Il clima politico era favorevole alla restaurazione di antiche tecniche in quanto Napoleone era desideroso di stabilire in Francia un collegamento tra lo stato attuale del paese e il periodo d’oro della sua storia illustre, anche come superamento del recente passato rivoluzionario.
Lo stemma reale della ‘ Francia Moderna ‘ nel XVI secolo era diventato l’emblema della monarchia borbonica restaurata nel 1814 e gli stemmi trovati sui violini di Lupot erano un chiaro riferimento al passato. Nel 1830 il giovane Jean – Baptiste Vuillaume , insieme a Honore Derazey stava producendo violini decorati nello stile antico di Gaspard Duiffprougcar, riconosciuto come il padre del violino in Francia; i decori erano generalmente stemmi finemente dipinti nella parte superiore del fondo.
Tra i capolavori di Vuillaume sono da ricordare i quartetti realizzati per il conte Doria, il principe Carman de Chimay e il principe Cheremetoff, tutti decorate per riflettere questo stile cinquecentesco.
Altri strumenti di questo tipo furono costruiti da Vuillaume per nobili famiglie russe, tra cui ricordiamo un violino e octobass fatto per lo zar Nicola I nel 1840 .
Dopo la morte di Vuillaume nel 1875 i vari liutai francesi che avevano lavorato nella sua ombra, si scapigliavano per affermare la propria figura come successore spirituale.
Proprio come Vuillaume aveva costruito la sua reputazione vincendo una medaglia alle esposizioni industriali in Francia e nel mondo, Jacquot si era già affermato vincendo un primo premio a Metz  e una medaglia di bronzo a Parigi. Nel 1862 vinse una medaglia presso la International Exhibition di Londra, dove Vuillaume era stato un giurato e la medaglia d’oro a Lione nel 1872.
Questo violoncello in particolare, realizzato intorno al 1888 si ispira agli standard di Vuillaume e riprende un modello Stradivari adattato. Come Vuillaume, Jacquot sceglie di decorare uno strumento di altissima qualità ed è probabile che sia stato fatto come parte di un quartetto. Un violino di accompagnamento è stato venduto all’asta in Francia alcuni anni fa e un altro violino pare sia conservato in un museo francese.
Lo stemma sul retro non è per una famiglia nobile, ma per la città di Nancy, dove Jacquot aveva trascorso tutta la sua carriera.
L’anno successivo gli fu conferita la medaglia d’argento alla Exposition Universelle di Parigi, in cui i giudici evidenziarono come i suoi strumenti riportassero bellissimi disegni con una vernice che ricalcava in maniera notevolmente somigliante quella degli strumenti antichi a cui si ispirava.

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Seminari di liuteria con IGOR MORODER – Puglia e Basilicata

Il M° Liutaio e restauratore IGOR DAVID MORODER incontrerà studenti del Conservatorio, musicisti, liutai e chiunque sia appassionato di liuteria, proponendo un ciclo di seminari incentrati ad approfondire argomenti pratici e teorici inerenti la storia della liuteria, origini degli strumenti ad arco, fisica acustica, analisi storico-stilistica delle varie scuole, importanza di un corretto set up, manutenzione, restauro, conservazione dei beni liutarii.

L’ultimo dei tre incontri, vedrà anche la partecipazione del M° Archettaio ANDREA PROIETTI che approfondirà le tematiche inerenti alla storia dell’archetteria, corretta manutenzione dell’arco, tipi di rotture e relative riparazioni.

Il ciclo di seminari al sud Italia nasce da un’idea della liutaia AUGUSTA DI LEONARDO che è anche curatrice dell’iniziativa, in collaborazione con i Conservatori di Puglia e Basilicata in particolare delle città di Bari, Monopoli e Matera.

Grafica e comunicazione: Ornella Ceci

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ARTO’ – Fiera dell’artigianato, Lingotto Fiere (TO)

ARTÒ
Dall’8 al 10 novembre il 6° Salone dell’artigianato d’arte e del design quotidiano

Tre giorni di mostra-mercato all’insegna dell’eccellenza artigiana italiana. Laboratori, mostre, sfilate e, novità 2013, incontri per le aziende interessate allo sviluppo sui mercati esteriDall’8 al 10 novembre torna al Lingotto Fiere di Torino ArTò, Salone dell’artigianato d’arte e del design quotidiano, organizzato da GL events Italia-Lingotto Fiere. La rassegna, giunta alla sesta edizione, è una vera e propria mostra-mercato dedicata interamente all’artigianato artistico, che per 3 giorni trasforma il Padiglione 5 in una vetrina d’eccellenza per le migliori realtà italiane del settore.

Quest’anno tra gli espositori vi è la Confartigianato (CNA) Puglia che ha riunito le eccellenze della regione in campo artigianale (ceramiche, lavorazione del vetro, liuteria artistica) ed enogastronomico. Per la liuteria presenti Liuteria Ceci e Antonio Dattis di Sava. Un grazie speciale al presidente della CNA Pasquale Ribezzo e alla bravissima e in gambissima Giuliana La Spada!

Inaugurazione BOTTEGA DEL SUONO

Inaugurazione ufficiale del mio laboratorio di liuteria a Bari domenica 22 settembre ore 19:00 – 21:00! Prosecco party!

Bottega di Liuteria a Bari work in progress

Finalmente sono iniziati i lavori di ristrutturazione nel locale che diventerà la mia BOTTEGA DI LIUTERIA a BARI in Via Pasubio n. 74 (quartiere Carrassi, zona Chiesa Russa) raggiungibile facilmente dal Conservatorio e dalla Stazione Centrale. Per settembre massimo ottobre, dovrei  essere operativa nela nuova sede.

Vi aspetto !