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ALIMENTART – 52 artisti per la Fondazione Megamark

SI è conclusa ieri domenica 29 novembre, la mostra collettiva ALIMENTART, inaugurata venerdì 21 novembre presso la Sala Murat a Bari. Ospite d’onore e presentatore della serata inaugurale, il noto presentatore Giovanni Muciaccia.

La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Megamark Onlus col patrocinio di Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari con lo scopo  di raccogliere fondi da devolvere alla Caritas diocesana di Bari-Bitonto a sostegno delle mense dei poveri presenti sul territorio barese, il tutto ovviamente tramite la vendita delle opere.
Notevole l’allestimento (con artisti provenienti da tutta Italia) a cura di Piero Addis e il catalogo, davvero molto curato, forse il migliore che posseggo di una mostra a cui ho preso parte.
Il tema ovviamente era il cibo – Megamark gestisce infatti una catena di supermercati tra cui Dok che peraltro figurava come sponsor privato.

Ho pensato di presentare un progetto che avevo abbozzato un anno fa e mai realizzato, che avevo intitolato Dead Cake Walking; una sorta di rappresentazione dell’esecuzione capitale di una torta. Opera che si presta a numerose interpretazioni;  quella da cui ho preso spunto riguarda l’eterna lotta tra l’offerta spropositata di cibi ultracalorici e il rigore dietetico a cui dovremmo tendere, costringendoci a vivere una costante contraddizione.

Tuttavia, qualcuno ha interpretato in maniera diversa e questo è un bene in quanto non ho mai creduto nei significati univoci. E’ interessante che ogni spettatore si rapporti agli stimoli visivi, contaminando l’interpretazione con il proprio background.

Detto questo vi riporto alla recensione di Enzo Garofalo su Cannibali.it e alla galleria fotografica del sito.

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Retroscena

Nell’ambito del concorso internazionale di cortometraggi 35 mm ho curato
un’installazione site specific insieme ad altri tre artisti: Giuseppe Bellini, Gaetano Giordano e Fabio Santacroce. Ulteriori info sul concorso, le trovate sul sito.
Per il resto è stata una esperienza piuttosto particolare. Gli organizzatori del concorso avevano contattato la galleria BluOrg la quale ha contattato poi noi tre. Ma dato che nessuno di noi ha mai lavorato specificatamente sul cinema, si è pensato di realizzare appositamente un lavoro per questo concorso così siamo stati a visitare il foyer del teatro T. Traetta (dove sarebbe stata collocata la mostra) ed è nato “Retroscena”.
Di seguito il comunicato (di cui orgogliosamente rivendico la stesura e il cui contenuto letterale è stato utilizzato per l’articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno) :

“Retroscena” è un intervento site specific realizzato dai quattro artisti baresi Giuseppe Bellini, Ornella Ceci, Gaetano Giordano e Fabio Santacroce, in occasione della rassegna nazionale di cortometraggi “35mm”.
L’installazione, realizzata nel foyer del teatro Traetta di Bitonto, sede dell’evento, scaturisce da una riflessione sul rapporto tra cinema e fruizione.
Il vortice frenetico della vita metropolitana scandisce il tempo all’insegna di un consumismo “mordi e fuggi” tramutando il rapporto tra individuo ed il proprio contesto in una incessante corsa. La fretta di recepire il caos degli stimoli esterni inficia la metabolizzazione e ci trasforma in osservatori poco recettivi.
L’incapacita’ oggettiva di soffermarsi a guardare e capire, in questo caso un film, viene simbolicamente rappresentata con lo scorrere in loop di alcuni titoli di coda tratti da pellicole riguardanti il Sud Italia.
Queste scritte apparentemente senza importanza e sulle quali lo spettatore medio non si sofferma racchiudono l’intera costruzione tecnica di un film, il retroscena – appunto – laddove la curiosita’ di andare oltre quello che si vede, approfondendo la conoscenza del dietro le quinte (montaggio, luci, costumi, scenografie, fotografia, musiche, etc.) aggiunge una visione piu’ informata, critica e profonda dell’impalcatura cinematografica.
La traccia tangibile dello spettatore si concretizza, inoltre, attraverso il mucchio di rifiuti seminati nello spazio circostante; gli scarti del film (i titoli) e gli scarti del cibo qui divengono emblema della miopia collettiva.

L’operazione ha riscosso consensi ben oltre le nostre aspettative. E la cosa non può che rallegrarci.

Polveri d’arte e di civiltà. Gli artisti per la pace.

Un titolo che è tutto un programma.
Personalmente mi ritrovo a partecipare a questa mostra collettiva, grazie a questo sito che forse sottovaluto e tralascio troppo spesso, abbandonandolo nei meandri della rete. Bè, un bel giorno mi contatta Gianluca Marinelli, il curatore di questa collettiva, e mi dice che è interessato ai pezzi della serie “sul corpo” perchè inerenti al tema della collettiva: la pelle, la pace, l’intercultura… insomma il non razzismo (proprio per andare al nocciolo scarno).

Bene, stamattina mi precipito ad Alberobello, in questo posto affascinante che è la Cantina Albea (dove vengono prodotti e imbottigliati ed esportati vini molto pregiati) e iniziamo a montare il tutto.
Dopodomani ci sarà l’inaugurazione e il giorno successivo interverranno nientedimenochè il presidente della Regione Vendola più altre cariche istituzionali (visto l’imponente numero di enti patrocinanti). E chi vivrà “berrà”.

P.S. Ringrazio l’Avv. Giovanni Nardelli per avermi prestato l’opera RedOC .

COMUNICATO:

Polveri d’arte e di civiltà . Gli artisti per la pace.
Dal 5 al 24 marzo 2008
Trullo Sovrano e Cantina “Albea” – Alberobello (Ba).

Mostra collettiva, a cura di Gianluca Marinelli, inserita nella programmazione della XII edizione dei Seminari di Marzo “Polveri Madri di Civiltà . L’infinita maternità tra le culture”.

Alessandra Abbruzzese
Mauro Aloisio
Ornella Ceci
Eduardo Correa De Araujo
(Brasile)
Irina Hale
(Inghilterra)
Viviana Lapenna
Biagio Lieti
Annalisa Macagnino
Francesca Speranza
Salvatore De Tuglie

Inaugurazione: Trullo Sovrano, mercoledì 5 marzo ore 17,00.
Segue presso la Cantina Albea performance degli artisti e lettura dei poeti:
Jabbar Yassin Hussin (Iraq), Enrico Fraccacreta, Nabeel Yasin Hussain (Iraq), Lino Angiuli, Ghassan Zaqtan (Palestina), Michelangelo Zizzi.

Patrocinio: Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e alla Pace, Provincia di Taranto, Provincia di Bari, Provincia di Brindisi, Comune di Alberobello, Laboratorio Progetto Poiesis, Poiesis Editrice, Rivista “Da qui”.